TACCUINO DEL CRITICO; I film brillano, in modo indipendente

Film

Quale corsa di cavalli del cinema di fine anno segui? Quello al botteghino? O il fuggi fuggi delle 10 migliori liste critiche che spingono film prestigiosi verso la considerazione dell'Oscar?

Un anno fa, quando ''Salvate il soldato Ryan'' ha vinto molti sondaggi della critica e ha fatto affari clamorosi, sembrava che Hollywood si stesse preparando a riprendersi parte del tuono critico che si è sempre più accumulato nei film indipendenti. Ma quest'anno le carte in tavola si sono ribaltate di nuovo. Domenica sera, quando il New York Film Critics Circle distribuirà i suoi premi annuali a Windows on the World, la Hollywood tradizionale avrà una spalla per lo più gelida.

Ancora una volta è l'anno degli indipendenti. ''Topsy-Turvy'', il film del regista britannico Mike Leigh sulla realizzazione di ''Mikado'' di Gilbert e Sullivan, ha vinto il Critics Circle Awards come miglior film e miglior regista. Hilary Swank è stata votata come migliore attrice per 'Boys Don't Cry', la straziante storia vera dello stupro e dell'omicidio di una giovane donna che si fingeva un uomo, e la commedia tortuosa 'Being John Malkovich' ha vinto tre premi: per il miglior attore non protagonista (Mr. Malkovich) e attrice (Catherine Keener) e per la migliore opera prima (il suo regista, Spike Jonze). Richard Farnsworth, che ha vinto il premio come miglior attore per la sua interpretazione nel film Disney di David Lynch, ''The Straight Story'', è, come la signora Swank, un nessuno per gli standard di Hollywood.



Anche nella più rosea delle proiezioni, il botteghino cumulativo di ''Topsy-Turvy'', ''Boys Don't Cry'' e ''Being John Malkovich'' ammonta solo a una piccola frazione di quello che si guadagna da '' Il miglio verde, il mistico strappalacrime che si profila come il film per adulti di fine anno con le gambe più robuste al botteghino. Non è che Hollywood non sia riuscita a consegnare alcuni film meritevoli sul mercato in tempo per le festività natalizie. ''American Beauty'', ''The Straight Story'' ''The Insider'' ''The Hurricane'' e ''Man on the Moon'', in particolare, hanno ottenuto recensioni favorevoli e il ronzio dell'Oscar. È che nessuno di loro ha avuto il potere a tutto tondo di 'Salvate il soldato Ryan' o 'Titanic', per citare due recenti successi che si sono avvicinati quanto i film di Hollywood possono arrivare ad essere tutto per tutte le persone.

Di seguito è riportato un elenco di film consigliati, alcuni indipendenti e altri mainstream, ora in onda sugli schermi di New York, con prestazioni eccezionali notate e difetti. L'elenco (che esclude piatti degni di famiglia come ''Toy Story 2'' e ''Stuart Little'') è in ordine decrescente di preferenza di questo critico.

'Sottosopra'

Il ritratto finemente strutturato di Mike Leigh dei geni dell'operetta comica del XIX secolo William S. Gilbert (Jim Broadbent) e Arthur Sullivan (Allan Corduner) potrebbe essere l'ultimo dramma dietro le quinte sullo schermo. Ambientato in un momento critico (1884) in cui Sullivan prese in considerazione l'idea di lasciare la squadra per comporre musica 'seria', 'Topsy-Turvy' contempla la chimica creativa di un puritano dal collo duro (Gilbert) e un voluttuoso (Sullivan) il cui la collaborazione vacillante riprende dopo che la moglie di Gilbert lo trascina a una mostra di cultura giapponese. Il risultato è ''The Mikado'', che il film mostra essere costruito da zero.

PLUS: recitazione di prim'ordine su tutta la linea. Pochi, se non nessuno, i film hanno esaminato così minuziosamente il processo di creazione di un classico del teatro da zero.

CONTRO: Le scene di prova affascinanti e dettagliate sono un po' più lunghe di quanto qualcuno potrebbe desiderare.

'Ragazzi non piangono'

Ambientato in Nebraska e basato su eventi reali, il dramma duro e realistico (con il debutto alla regia di Kimberly Peirce), racconta la storia di Brandon Teena (Hilary Swank), una giovane vagabonda che si atteggia a un uomo, che viene violentata e uccisa da due dei suoi amici dopo aver scoperto il suo inganno. Il film indipendente è un'evocazione brutalmente realistica dell'ansia sessuale macho che esplode in violenza.

PUNTI DI FORZA: Brandon arrogante e fanciullesco della signora Swank è abbastanza convincente da passare per un cowpoke dal viso fresco. L'attrice scava così profondamente nella pelle del personaggio che sentiamo il brivido (e il pericolo) della sua farsa. Chloe Sevigny nei panni della fedele fidanzata di Brandon, dagli occhi assonnati, Lana, che ama Brandon qualunque sesso sia, è dolcemente straziante.

CONTRO: La scena dello stupro, una delle più grafiche mai girate, non è per gli schizzinosi.

'Tutto su mia madre'

Pedro Almodovar ha definito il suo ultimo film un 'dramma svitato'. Ed è esattamente ciò che questo omaggio di genere e triplo fazzoletto a 'Un tram chiamato desiderio', 'Tutto su Eva' e le classiche immagini femminili fuori essere. Cecilia Roth è una madre di Madrid che rivisita il suo passato a Barcellona dopo aver perso il figlio diciassettenne in un incidente d'auto. La filosofia di Almodovar è riassunta in modo eloquente (e divertente) da Agrado (Antonia San Juan), una dura prostituta transessuale che dichiara: 'Una donna è più autentica quanto più assomiglia a ciò che ha sognato per se stessa'.

PUNTI DI FORZA: La storia è strutturata in modo intricato e continuamente sorprendente, e la radiosa interpretazione della signora Roth incapsula la radiosa compassione del regista.

CONTRO: Il mondo erotico infiammato e di genere di Mr. Almodovar non è un posto dove tutti si sentiranno a proprio agio.

'Bellezza americana'

Come in ''Happiness'' dell'anno scorso, il sogno americano suburbano viene sviscerato, ma questa volta in modi più lucidi e prevedibili. Kevin Spacey, ancora una volta l'incarnazione del sarcasmo, è un padre amareggiato e abbandonato (con sogni ad occhi aperti degni di 'Lolita') bloccato in combattimento con la sua moglie in ascesa (Annette Bening), un'appassionata venditore ambulante di beni immobili. Un maniaco delle armi di destra vive nella porta accanto e i figli di entrambe le famiglie sono ferocemente alienati. Splendidamente fotografato, il film (il vistoso debutto cinematografico del regista teatrale Sam Mendes) è una scintillante evocazione da incubo del vuoto spirituale che si nasconde dietro la nostra economia in espansione.

PLUS: Mr. Spacey e Ms. Bening fanno scintille fredde ma spettacolari.

CONTRO: La satira, specialmente quella fascista della porta accanto, è troppo secca e secca.

'Il talento di Mr. Ripley'

In questo adattamento di lusso del romanzo di Patricia Highsmith, Anthony Minghella crea un'evocazione allettante e squisitamente sfumata degli aristocratici americani all'estero. Intriso di jazz d'epoca e ambientato principalmente in Italia nell'era de 'La Dolce Vita', il thriller dalla mano fredda vede Matt Damon nei panni di un camaleonte assetato di ricchezza e di status che brama la spensierata vita da espatriato di Dickie Greenleaf (Jude Law) e la sua ragazza, Marge (Gwyneth Paltrow), abbastanza da uccidere Dickie e impersonarlo.

PUNTI DI FORZA: Il ragazzo d'oro americano disinvolto di Mr. Law è definitivo, così come Cate Blanchett che interpreta una bizzarra ereditiera tessile americana e Philip Seymour Hoffman come un prepotente bluff e preppy.

CONTRO: Mr. Damon sembra un po' troppo innocente per il ruolo del protagonista di un maestro della truffa. Il film perde slancio nella sua ultima mezz'ora.

'La storia dritta'

Il regista David Lynch, che si diletta nel cavare vermi fosforescenti dalla mela lucida della vita americana, ha realizzato un film malinconicamente ottimista in cui quella mela è appassita con l'età ma libera dai vermi. Il film, basato su una storia vera, segue il viaggio di Alvin Straight (Richard Farnsworth) sul suo tosaerba John Deere del 1966 da Laurens, Iowa, a Mount Zion, Wisconsin, per riconciliarsi con suo fratello malato, Lyle.

PLUS: Mr. Farnsworth, un attore non protagonista i cui crediti risalgono ai vecchi film sui cowboy, evoca in modo toccante la dignitosa tristezza della vecchiaia.

CONTRO: Non succede molto. Il vero viaggio del film è emozionante e culmina in una scena in cui Alvin e un altro veterano della Seconda Guerra Mondiale piangono insieme mentre condividono le loro esperienze di guerra.

'L'infiltrato'

Michael Mann ha diretto la storia di Jeffrey Wigand (Russell Crowe), l'informatore dell'industria del tabacco che è stato convinto da Lowell Bergman (Al Pacino), un produttore di '60 Minutes', a rivelare le sue schiaccianti prove di cospirazione aziendale. Ma quando la CBS, coinvolta in un conflitto di interessi aziendale, si tira indietro, Wigand viene lasciato a girare nel vento.

PLUS: Russell Crowe offre una delle grandi interpretazioni cinematografiche dell'anno nei panni di Wigand, un informatore riluttante e assediato con un serbatoio di rabbia sotto la sua pelle spessa. Christopher Plummer, facendo una misteriosa imitazione di Mike Wallace, irradia la genialità letale di un serpente a sonagli arrotolato e contorto.


Tommy Lister è morto?

CONTRO: Nel tentativo di generare suspense, il film esagera con gli effetti raccapriccianti.

'Tito'

Nella sconvolgente versione cinematografica della più cruenta opera di Shakespeare della regista teatrale Julie Taymor, i paralleli tra il massacro nell'antica Roma ei campi di sterminio del Ruanda e della Cambogia sono nettamente tracciati. Titus di Anthony Hopkins suggerisce una fusione trascendente di King Lear e Hannibal Lecter. E il film, che viaggia nel tempo dall'antica Roma all'Italia fascista fino a una videoteca contemporanea, suggerisce un'immersione nella realtà virtuale.

PLUS: Il delirante Titus di Mr. Hopkins è sia spaventosamente divertente che tragico, e le migliori immagini teatrali della signora Taymor, portate sullo schermo, sono indelebili.

CONTRO: Le interpretazioni non combaciano, con Mr. Hopkins, Alan Cumming (nei panni del decadente imperatore ragazzo-bambino) e Jessica Lange (l'imperatrice complottista) che sembrano appartenere a film diversi.

'Essere John Malkovich'

La commedia più originale dell'anno è una bizzarra e urbana 'Alice nel Paese delle Meraviglie' e un colpo di stato per il regista esordiente Spike Jonze, che proviene dal mondo dei video musicali. John Cusack è un burattinaio disoccupato che trova lavoro in un ufficio surreale dove scopre un portale nella mente dell'attore John Malkovich (che interpreta argutamente una versione di se stesso). La storia prende una svolta di genere quando due donne usano il suo corpo per fare l'amore.

VANTAGGI: Tra le abbaglianti concezioni comiche ci sono un ufficio dal soffitto basso in cui tutti devono chinarsi per muoversi e una scena in cui il signor Malkovich entra nella sua testa e si ritrova in un ristorante dove tutti i clienti assomigliano a John Malkovich.


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CONTRO: Nonostante tutta la sua intelligenza, il film non aggiunge molto a livello metaforico. È davvero solo un viaggio di testa su un viaggio di testa.

'Cradle Will Rock'

L'allegro film di Tim Robbins sulla produzione del 1937 del musical di Marc Blitzstein ''The Cradle Will Rock'', che si scontrò con il Federal Theatre Project per la sua politica di sinistra, ha la temerarietà di implicare che il mondo dell'arte di oggi, devoto all'astrazione, è stato nutrito da Nelson Rockefeller e promosso da William Randolph Hearst come una sorta di cospirazione per tenere gli artisti fuori dalla politica. Come quasi tutto il resto nel film, l'idea è una grossolana semplificazione. Ma è comunque gratificante trovare un film di Hollywood che sbandiera idee politiche. I suoi schizzi di Rockefeller, Hearst, Orson Welles, John Houseman, Diego Rivera e altri luminari degli anni '30 sono sottili quanto le caricature di un ballo in costume.

VANTAGGI: Il film sprigiona un'energia maniacale anche se sfocata. Le esibizioni vivaci nel cast dell'ensemble appartengono a Emily Watson, Bill Murray, Joan Cusack, Vanessa Redgrave e Cherry Jones.

CONTRO: La storia sociale è così semplificata che il film a volte ha l'ingenuità di un vivace spettacolo liceale.

'Le regole della casa del sidro'

Il sesto romanzo di John Irving è stato addolcito dal regista Lasse Hallstrom (''My Life as a Dog'') nella fantasticheria dell'era della seconda guerra mondiale su un giovane sognatore (Tobey Maguire) che lascia l'orfanotrofio del Maine dove è cresciuto in la cura del suo mentore, l'abortista Dr. Larch (Michael Caine), per scoprire il mondo ed 'essere utile'. La trama principale di un film che suggerisce un'eco di 'David Copperfield' degli anni '40 ruota attorno all'aborto di una contadina migrante incinta di suo padre.

PUNTI DI FORZA: Homer calmo e lunatico di Mr. Maguire e il simpatico pragmatico Dr. Larch di Mr. Caine promuovono l'atmosfera del film di una fiaba malinconica per adulti.

CONTRO: La tenerezza del film spesso rasenta il sentimentalismo.

'Magnolia'

Il regista Paul Thomas Anderson cerca di filmare la luna in questo mosaico in stile Robert Altman di persone infelici che convergono sulla San Fernando Valley, che è visitata da una piaga di rane che cadono dal cielo. Due delle storie trattano di uomini anziani che muoiono di cancro che hanno provocato terribili danni emotivi nella vita dei loro figli separati. Il film è una riflessione seria e angosciata sull'espiazione maschile.

PLUS: Tom Cruise nei panni del Tony Robbins del sesso misogino, in un altro ruolo in cui i suoi sorrisi fasulli e troppo luminosi corrispondono al suo personaggio. Jason Robards, che interpreta un malato di cancro, brontola in modo eloquente.

CONTRO: Sebbene spesso bravura, la recitazione è isterica. Le rane potrebbero andare, insieme a diversi personaggi secondari.

'La fine della storia'

L'adattamento atmosferico di Neil Jordan del tanto amato romanzo di Graham Greene, con Ralph Fiennes e Julianne Moore, dovrebbe cancellare tutti i ricordi della terribile versione del 1955 con Deborah Kerr e Van Johnson non corrispondenti. Il film è così fedele al suo periodo che la Londra in tempo di guerra sembra quasi un altro pianeta in un altro secolo.

PLUS: La luminosità di Ms. Moore e l'ossessiva introspezione di Mr. Fiennes si fondono magnificamente. La registrazione di Jo Stafford degli anni '40 di 'Haunted Heart' trasmette una corrente romantica attraverso il film.

CONTRO: punteggio noioso e prepotente di Michael Nyman.

'Alghe'

I contorni di questo film 'madre e figlia si mettono in viaggio per iniziare una nuova vita' potrebbero essere familiari. Ma l'attrice britannica Janet McTeer (che ha scosso Broadway in un revival di ''Casa di bambola'') nei panni della spiritosa Mary Jo Walker e Kimberly J. Brown nei panni di sua figlia di 12 anni, Ava, conferiscono alla relazione uno straordinario profondità emotiva.

PLUS: Il ritratto della signora McTeer di una ragazza del sud dal sangue caldo di una certa età che ama troppo facilmente è così reale che non sembra quasi recitare. Pochi film hanno catturato in modo più potente l'intimità del legame genitore-figlio.

CONTRO: Il film è piccolo, la storia familiare, l'atmosfera visiva oscura e il periodo di tempo indefinito.

'Dolce e Lowdown'

La bonaria ode di Woody Allen al jazz degli anni '30 vede Sean Penn nei panni di Emmet Ray, un virtuoso della chitarra alla Django Reinhardt, e Samantha Morton nei panni della fidanzata muta e adorante che lui ama e maltratta. Se questo piccolo film luminoso ricorda ''Purple Rose of Cairo'' e ''Radio Days'' nella sua malinconia, Mr. Penn, suonando un tacco che non puoi fare a meno di apprezzare, gli dà una scossa.

PUNTI DI FORZA: La performance accuratamente stilizzata di Mr. Penn è sorprendentemente di basso profilo per un attore che si è specializzato in capricci.

CONTRO: La svolta goffa di Uma Thurman come donna dell'alta società è drammaticamente poco convincente.

'Il miglio verde'

Questa piagnucolosa allegoria cristiana, diretta da Frank Darabont da un romanzo di Stephen King, spinge ogni pulsante emotivo almeno due volte. Tom Hanks è Paul Edgecomb, una guardia carceraria della Louisiana che lavora nel braccio della morte. Michael Clarke Duncan è John Coffey, il gentile gigante nero e figura di Gesù ingiustamente condannato per aver violentato e ucciso due bambine. Con i suoi eroi e cattivi ben definiti, miracoli molli, orrore (una macabra elettrocuzione), adorabilità (un simpatico topino domestico) e un dispositivo di inquadratura e una stella (Mr. Hanks) entrambi presi in prestito da ''Salvate il soldato Ryan'' '' Il miglio verde suona campane commerciali.

PLUS: Un cast d'insieme raffinato e la capacità di evocare lacrime dallo spettatore più resistente.

CONTRO: Un tempo di esecuzione di più di tre ore e una sensazione di nausea dopo che quelle lacrime sono state strappate da maestri burattinai.

'L'uragano'

L'eroica lotta per la libertà e la giustizia dell'uragano Carter, incarcerato per quasi 20 anni dopo essere stato incastrato per un triplice omicidio, è stata trasformata dal regista Norman Jewison in una grande ballata sentimentale di un film. Così tanti fatti sono stati modificati per aumentare il dramma che il film sembra una finzione. Ma il ritratto di Denzel Washington di un uomo imprigionato che lotta con i demoni della disperazione e la sua stessa violenza repressa è vulcanico.

PUNTI DI FORZA: Tra gli eroi che il signor Washington ha ritratto, ha scavato il più profondo nell'anima di questo.

CONTRO: Fedele al suo cliché liberale degli anni '60, il film non ammette ambiguità morali. Da una parte abbiamo Hurricane e i suoi santi campioni, dall'altra i suoi malvagi persecutori razzisti.

'Ragazza interrotta'

Il ricordo di Susanna Kaysen del suo soggiorno di due anni in un elegante ospedale psichiatrico del New England nel 1967 dopo un tentativo di suicidio è stato portato sullo schermo con una delicatezza che si sbriciola solo verso la fine. Winona Ryder è nata per interpretare la piagnucolosa e autocommiserante Susanna, che si dice sia una personalità borderline. Angelina Jolie è Lisa, una compagna di paziente e un temerario sociopatico che gareggia contro l'istituto per l'anima di Susanna.

PUNTI DI FORZA: la performance sensibile della signora Ryder non richiede il nostro amore. La spaventosa Lisa della signora Jolie dimostra una volta per tutte che sa davvero recitare.

CONTRO: Il film è un minuscolo pezzo d'epoca, un ''Qualcuno volò sul nido del cuculo'' della Ivy League senza peso metaforico.

'Altezze della libertà'

Il regista Barry Levinson rivisita la sua città natale di Baltimora per questa fantasticheria nostalgica e semi-autobiografica sull'antisemitismo e gli appuntamenti interrazziali a metà degli anni '50.

PLUS: Il dettaglio d'epoca è perfetto e l'atmosfera seducente.

CONTRO: Il film sfiora solo i problemi che affronta.

'Ogni domenica'

Il film sul calcio di Oliver Stone è un brutale, travolgente esultante rah-rah per la mistica macho spaccaossa di questo sport. Questa cruda favola del successo tutto americano vede Jamie Foxx, nei panni di un giovane quarterback ribelle per i Miami Sharks, contro il suo allenatore stanco della guerra (Al Pacino) in uno scontro di valori.

PLUS: Fantastiche sequenze sul campo di gioco. Il sottile ritratto di Mr. Foxx di un atleta tentato dai vantaggi di una celebrità di alto livello dovrebbe renderlo una star a tutti gli effetti.

CONTRO: Cameron Diaz è sopra le sue teste come avido proprietario di una squadra. La storia sferraglia verso un finale ridicolmente ottimista.

'Uomo sulla Luna'


ricorda le recensioni dei film sui titani

La misteriosa interpretazione di Jim Carrey del comico Andy Kaufman, scomparso nei suoi alter ego comici, è un tour de force che potrebbe far guadagnare a Kaufman, morto nel 1984, più riconoscimenti di quanti ne abbia mai ricevuti in vita. Ma se il film, diretto da Milos Forman, trasmette efficacemente il rapporto di amore-odio di Kaufman con il mondo dello spettacolo, non offre alcun indizio su cosa lo abbia spinto.

PLUS: Le straordinarie ri-creazioni di Mr. Carrey delle apparizioni di Kaufman al ''Saturday Night Live'' e alla Carnegie Hall e del suo alter ego da lucertola da salotto, Tony Clifton.

CONTRO: Il film ci ricorda che per quanto profondi possano essere stati i concetti di Kaufman sulla quarta parete, l'umorismo che ha espresso è stato spesso incostante. Non c'è quasi nessuna storia di fondo.

'Le ceneri di Angela'

Per quanto l'adattamento cinematografico eccessivamente lungo di Alan Parker abbellisca l'infanzia irlandese impoverita descritta nel libro di memorie best-seller di Frank McCourt, la visione del film dei bassifondi bagnati dalla pioggia di Limerick proietta ancora un'orribile cappa di oscurità.

PLUS: Il film cattura la durezza e l'assurdità dell'educazione cattolica di Mr. McCourt.

CONTRO: La madre sofferente di Emily Watson è un ruolo unico, e il padre ubriaco di Robert Carlyle sembra assurdamente pulito. Tre attori che interpretano Frank in età diverse non si collegano e l'umorismo audace dell'autore è quasi perso.

'Cava addormentata'

La versione di Tim Burton del racconto di Washington Irving è una meraviglia visiva le cui minacciose figure gotiche sembrano scaturire dalle fessure d'inchiostro delle incisioni dei libri di fiabe. Ma la storia ha tutto l'impatto di un film slasher surriscaldato.

PLUS: ''Sleepy Hollow'' è una meraviglia pittorica, e Johnny Depp nei panni di un nervoso poliziotto di New York che indaga sugli omicidi offre una delle sue performance scientificamente perfette.

CONTRO: La storia di un Cavaliere senza testa che infesta una città della Valle dell'Hudson non ha risonanza mitica e non è particolarmente spaventosa.